L’Associazione italiana De-Coincidenza nasce formalmente come ETS (Ente di terzo settore) nel 2025 dopo che, per sollecitazione del prof. Bernard Bourdin, nel 2024 ha iniziato a maturare l’idea di costituire un omologo dell’Association De-Coïncidentes. Pour rouvrir de possible che dal 2010 lavora a Parigi.

Entrambe queste realtà associative si richiamano esplicitamente al pensiero di François Jullien, filosofo e sinologo francese tra i più discussi a livello internazionale, che ha pensato la dimensione della de-coincidenza come un’arte  di operare per aprire dei possibili.

Perché la de-coincidenza appare quale ‘categoria’ possibile per leggere la realtà odierna a tal punto da sceglierla quale ottica privilegiata? La risposta richiama non solo le ragioni per costituire l’Associazione ma anche lo scopo e la finalità stessa del suo operare.  Da un lato si può osservare che “vivere è già de-coincidere” (Riaprire dei possibili. De-coincidenza, un'arte di operare, p. 31), dunque che l’esistenza umana, avvertita nel senso dell’ec-sistere, è già costante (anche quando inconsapevole) pratica di de-coincidenza; poi, e in termini non meno rilevanti, “il concetto di de-coincidenza è un concetto globale che, radicandosi al livello del vissuto, si dispiega per logica interna dall’etica alla politica. Ma l’etica e la politica non ne sono collegate per un effetto sistemico o una qualche visione ideologica. Perché piuttosto la stessa articolazione logica, rilevando come ciò che diventa “coincidente” si perde o perverte da sé nella propria adeguazione diffusa, che fa effettivamente comunicare fra loro i campi più disparati dell’esperienza; e che, non essendo ideologica, può servire innanzitutto a demistificare l’ideologia stessa” (ivi, p. 40).

Da questi passaggi programmatici, per certi effetti, che appartengono al volume col quale la stessa Associazione francese ha inteso prendere le mosse, si comprende da un lato come l’operazione culturale di Jullien sia particolarmente felice come tentativo di leggere l’attualità, in particolare come tentativo per l’Occidente di fare i conti con se stesso, dall’altro lato come il ‘concetto’, la ‘dimensione’, la ‘sfera’, come si vuole intenderla, della de-coincidenza sia gestibile da fronti e discipline e ottiche diverse trovando in essa un punto di confronto reale, quello spazio del ‘tra’ che è necessario da riconoscere per qualsiasi opera di conoscenza e di dialogo; poi, ancora, la de-coincidenza rappresenta lo strumento da adoperare per orientarsi nei 'possibili' che si aprono e per, da un lato, non rimanerne smarriti, e, dall’altro, per non rimanervi esclusi.

Il pensiero jullienniano in Italia ha iniziato ad attecchire da subito e rapidamente; questo ha reso ancora più necessario per certi versi, e facile per altri, concretizzare l’idea di costituire un’Associazione che intende promuovere – così recita lo Statuto – “un pensiero di de-coincidenza nei vari aspetti della vita e con riferimento all’essere umano e alla sua libertà, a partire dallo studio interdisciplinare del pensiero di François Jullien”.

L’Associazione è aperta dunque a coloro che intendono approfondire, nelle linee più diverse e nelle attività più varie, la de-coincidenza, mettendo a frutto questo elemento del cantiere jullienniano capace di 'riaprire dei possibili' ma anche di fare custodire il segreto del dialogo.